UN GIUDICE ONORARIO NELLA SETTA DEL SESSO

Anche un vice procuratore onorario faceva parte della setta di ultrareligiosi sotto processo per reati comuni. Si chiama Chiara Radica, la si può incontrare nelle aule del tribunale dove sostituisce abitualmente, al pari dei suoi colleghi, i pm titolari delle indagini nel ruolo di pubblici accusatori nei giudizi di fronte ai giudici monocratici. All’udienza di ieri contro Albino Consoli, primario di fisiatria a Rivoli e deus ex machina del Gruppo Eucarestia Torino, non ha fatto capolino. Si presenterà nelle prossime settimane come testimone citato dalla difesa. Ma, intanto, ieri la sua «partecipazione attiva» al processo è stata ampiamente evocata nel controesame della moglie del leader spirituale, parte civile, effettuato dal suo avvocato, Michele Polleri.

Se le cose sono andate come ha riferito la moglie separata di Consoli, diverrebbe più imbarazzante il ruolo di vpo per l’ultrareligiosa. La dottoressa X ha riferito in aula che «Chiara mi aveva cercata prima dell’inizio del processo. “Ti devo parlare” mi disse. Non la sentivo da anni e mi insospettii. Ero al lavoro, con dei pazienti, sono medico, e tagliai corto. Poi la richiamai e le mi parlò di rivedere la mia posizione processuale. Cioè, avrei dovuto ritrattare le accuse. Chiusi la comunicazione».

La deposizione della dottoressa, ieri, era in gran parte stata dedicata agli scritti, da lei ritrovati, delle «spose mistiche» e dei loro rapporti con il marito. Lettere, biglietti, messaggi di posta elettronica le avevano rivelato uno scenario che andava molto al di là di un fede integralista. In aula ne ha letti alcuni. Scrive Vittoria: «Caro Gesù, ti sentivo asciugarmi le lacrime, è mistero ogni volta rinnovato il mio rapporto con Albino. Sentirmi dire “gioia mia ti ho fatto male” dopo il momento di condivisione genitale è stato per me dolcissimo. Tu (riferito sempre a Gesù) ti preoccupi per me tramite Albino e il sentirlo così intensamente mi accende di amore infinito per te».

Il gruppo di preghiera era pure di ascolto: i partecipanti dovevano interiorizzare i propri pensieri mistici e scriverli. Le «spose» – tre ufficiali (Vittoria, Mara e Laura) e un altro paio «vaganti» – dovevano aver espresso un’abbondante letteratura sul proprio ruolo. In gran parte non riferibile. Il passo citato di una lettera di Vittoria è significativo del transfert operato sul duplice ruolo di Albino che in altre «riflessioni» viene esplicitamente indicato con l’acronimo di Acd. Tradotto: Albino Consoli Dio.

Vittoria – una manager in carriera, apparentemente donna di successo, in realtà figura fragilissima – aveva acquistato una casa a Vulcano accanto a quella dei Consoli e un’estate la moglie del fisiatra la vide nuda fra le braccia del marito. Chiese spiegazioni e Vittoria la rassicurò così: «Tuo marito è casto e puro. Io sono consacrata a Cristo. Il mio progetto passa attraverso Albino».

 (da la stampa.it)

UN GIUDICE ONORARIO NELLA SETTA DEL SESSOultima modifica: 2008-05-23T21:54:53+02:00da maxpoeta1
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